“…e qui che la Dea Venere amava bagnarsi, immersa in placide acque riscaldate dal Dio Vulcano, come segno d’Amore verso la splendida Dea…”

Le Gole dell’Alcantara (chiamate anche Gole di Larderia) sono uno dei paradisi naturali più incredibili e magici della Sicilia. Un luogo dove ci si può immergere totalmente e intensamente nell’incredibile fascino della Natura più selvaggia ed impetuosa.
Già arrivati alla spiaggetta, dal quale poi iniziano le Gole, si rimane estasiati e stupiti nell’ammirare l’insolita ed imponente geologia del luogo, ad ascoltare il possente rombo dell’acqua uscire da esse, a “tastare” la gelida temperatura del fiume…

Le Gole dell'Alcantara

Una Incredibile Avventura..
La risalita del fiume è estasiante ma davvero difficile e stancante: la corrente blocca, in alcun tratti, il nostro cammino con una forza davvero imponente; la temperatura dell’acqua è gelida e, per alcuni, quasi insopportabile; in alcuni punti si deve addirittura nuotare sfidando la corrente ed il freddo oppure tentare di avanzare aggrappandosi alle pareti bagnate e scivolose…
Tutto questo però contribuisce, per quanto possa sembrare strano, a rendere ancora più intensa e assolutamente unica questa esperienza: Qui, alle Gole, la Natura non solo si ammira, si guarda, si ascolta, ma ci si “fonde” con essa e la si affronta direttamente con tutte le proprie forze, le emozioni, le sensazioni!
Ovviamente, man mano che si “sale” le difficoltà aumentano: si incontrano diverse cascatelle, di volta in volta sempre più ardue da scalare e superare, ed il freddo e la stanchezza aumentano ad ogni piè sospinto!

Le Gole dell'Alcantara

Il percorso “acquatico” termina (quasi obbligatoriamente) dopo circa 250 metri, con un incantevole laghetto circondato dalle altissime pareti e da una cascata, stavolta più alta e difficile (circa 3 metri), che solamente atleti preparati o dotati di attrezzatura da “torrentismo” riescono a superare!
Troviamo qui anche un grande scoglio sul quale, nelle ore principali del giorno, si riesce a trovare un pò di sole (che riesce a filtrare fra le gole) per ritrovare così le energie perdute e un anche pò di calore, finalmente!

Le Gole dell'Alcantara

Da ora in poi comincia lo spasso!!! Dopo il tuffo dallo scoglio, la discesa a valle si può, con le dovute attenzioni, effettuare in stile “acqua park“, lasciandosi trasportare dalla corrente, sfruttando curve e cascatelle per una folle corsa verso la calda spiaggetta dalla quale eravamo partiti! Divertimento ed Emozioni Garantite!

L’escursione si potrà completare, dopo aver preso un pò di sole e aver fatto un super spuntino, visitando la parte a valle del fiume, anch’essa ricca di suggestivi laghetti e piccole cascatelle!
Stavolta è tutto più facile. Si può infatti tranquillamente camminare su comodi sentieri sulle rive del fiume, o all’interno dello stesso fiume, ma senza più dover temere acque alte e forti correnti… Meraviglia!

Miti e Leggende
Due le leggende importanti raccontano le Gole dell’Alcantara:

  • La prima racconta la formazione delle Gole. Un tempo, il fiume, scorreva placido in un letto tranquillo e rendeva fertile la valle. Uomini malvagi però si danneggiavano tra loro e non rispettavano la natura e, fra questi, due fratelli (di cui uno cieco) che coltivavano insieme un campo di grano.
    Al momento di dividere il raccolto, il contadino vedente, spinto dalla malvagità, riservò gran parte del raccolto per sé e la poca restante la donò al fratello. Un’aquila che volava sopra il loro campo vide tutto e volò a riferire l’accaduto agli Dei che, pieni di ira e risentimento, scagliarono un fulmine contro l’imbroglione, uccidendolo.
    Il fulmine però colpì anche il mucchio di grano ingiustamente accumulato, che, si trasformò allora in una montagna di terra rossa, dalla quale, sbuffando, uscì un fiume di lava che arrivò fino al mare creando le splendide ed altissime gole.
  • La seconda antichissima leggenda dice che alle Gole veniva a bagnarsi e a trovare ristoro la Dea Venere.Lagrenée – Venere e le ninfe al bagnoIl Dio Vulcano, per suggellare l’amore (ricambiato) nei suoi confronti, aveva riscaldato e rese confortevoli in modo perenne le placide acque del fiume!
    Un giorno però, scoperto il tradimento da parte di Venere e scosso dal’ira, Vulcano decise di punire la Dea rendendo per sempre fredde e gelide le acque della loro felice alcova.
    Da allora, così si narra, la “vasca di Venere” restituisce la virilità perduta agli uomini e la verginità alle donne che si immergono nel fiume affrontando le sue fredde acque!

Descrizione e Geologia
Il Fiume Alcantara nasce sui Nebrodi, nei pressi di Floresta da una sorgente denominata «Saliciazzo» (a 1250 m S.l.m.), e snoda il suo corso in un pittoresco vallone boscoso sino a toccare la base dell’Etna a Randazzo, dove viene alimentato ed “ingrossato” da altri torrenti che scendono dalle pendici del vulcano, per sfociare infine (dopo 48 chilometri) nel Mar Jonio a Giardini Naxos.
Le sue acque sono sempre state linfa vitale di tutta la valle e utilizzate per l’irrigazione dei folti giardini di aranci, limoni, e vitigni.
Da Mojo Alcantara fino quasi alla foce, le acque scorrono sopra uno strato di “colata lavica”.
L’alveo presenta pertanto anfrattuosità che determinano l’irregolare scorrimento delle acque che sono, ora lente in incantevoli laghetti, ora precipitose in stupende cascate. Molte di queste “spettacolarità” non sono facilmente visitabili in quanto le acque scorrono in zone impervie e pressoché inaccessibili, essendo l’alveo dentro burroni e crepacci, sempre di pietra lavica.

Le Gole sono delle caratteristiche forre con una larghezza media di 5 metri ed un’altezza che supera, in alcuni punti, i 50 metri. La lunghezza totale è di circa 400 metri, di cui solo una parte è oggi visitabile in tutta sicurezza. Il resto rimane praticamente inaccessibile per colpa delle alte pareti, delle vorticose cascate e delle acque impervie e profonde! (Tranquilli però, qui su Sicilia Immagini trovate anche le foto di questi posti “difficili”).

Le Gole dell'Alcantara

Le alte pareti, sono formate da basalti lavici (poveri di silicio ma ricchi di ferro, magnesio e calcio), caratterizzati da strutture a colonne subverticali dette “a canna d’organo” o leggermente arcuate ad “arpa” e a “ventaglio”, o disposte orizzontalmente a “catasta di legna” o, infine, disposte caoticamente e fratturate.
Attraverso queste particolarissime geometrie prismatiche pentagonali ed esagonali, che richiamano la struttura molecolare dei materiali che la costituiscono, trasudano e zampillano le gelide acque che, allo stesso tempo, la levigano e la lisciano.

Formazione ed Origini
L’origine delle Gole va ricercata nel fiume di fuoco scaturito nella notte dei tempi da un vulcano oggi spento (le ultimi approfondite analisi ci riportano al “Monte Dolce”), che “riempì” tutta la valle sino al mare. Cessata l’eruzione, sull’arida superficie della colata trovò il suo nuovo corso l’Alkantara:
Con l’ausilio delle acque di questo fiume la natura provvide a trasformare, nei millenni seguenti, quell’arida crosta in un lussureggiante giardino!.
Le acque del fiume scorrendo sopra quell’informe letto di lava, insinuandosi fra i grossi e duri macigni, hanno anche esercitato un’azione di erosione su quella parte della colata costituita da materiali “più teneri”, ossia le scorie. È solo in questi termini che si deve parlare di erosione, e non come molti pensano, a descrizione della natura della gola, che questa sia il risultato della millenaria azione erosiva del fiume dentro la lava. Sbagliatissimo!

La Verità sull’origine della lunga e profonda gola, invece, segue diverse ipotesi:

  • La prima’ipotesi è legata ad eventi sismici che spaccarono in due vecchi laghi basaltici formatisi dalla fuoriuscita di magma dalle fessurazioni, vecchie di 300.000 anni, consentendo all’acqua del fiume di insinuarsi al suo interno.
  • Altra ipotesi potrebbe essere quella che la massa potè spaccarsi durante la fase di consolidamento e raffreddamento per effetto di enormi tensioni interne.
    Questa ipotesi e la precedente sono state poi scartate: le strutture delle pareti presentano prismi a sezione quadrangolare e in posizione verticale sulla parete lato Messina, e a sezione pentagonale e in posizione orizzontale sulla parete lato Catania. Non essendoci quindi uniformità nelle due strutture, l’ipotesi della spaccatura di una unica massa non regge più, ma ciò fa anzi supporre che le pareti appartengano non a un’unica colata bensì a due distinte e separate colate.
  • L’ipotesi più accreditata è, allora, che due rami della grande colata convergendo in questo punto abbiano incontrato un “ostacolo” (una lingua di terreno più o meno solida e probabilmente molto umido) biforcandosi per poi ricongiungersi più avanti, imprigionandolo nella massa fluida!
    Questo “corpo estraneo freddo”, trovandosi improvvisamente dentro quella massa infuocata (con temperature intorno ai 1200° C), ha provocato il repentino raffreddamento del magma da cui si originarono forti tensioni interne col conseguente sprigionarsi delle forze cristalline operanti nella massa stessa. Per effetto di tali forze la lava si è così strutturata in grossi prismi; tipico fenomeno questo che subentra (a detta dei vulcanologi) all’atto del raffreddamento repentino e che divide la roccia in una infinità di prismi perpendicolari alla direzione della colata.
    A questo punto la Gola è venuta alla luce tramite l’azione erosiva (e adesso si che c’entra) delle acque del fiume Alcantara che, scavando per millenni, ha portato via quel “corpo estraneo” (di natura evidentemente più “tenero” del durissimo basalto).
    Un capolavoro unico ed eccelso fra i tanti che Madre Natura ha voluto regalare a questa isola!!!

Le Gole dell'Alcantara

Storia e Curiosità
Il termine attuale “Alcantara”, che contraddistingue sia il fiume sia l’intera valle, deriva dall’arabo “Al Qantarah” ovvero “il Ponte”, con riferimento a quello in pietra lavica costruito dai romani nell’età imperiale e di cui oggi non rimane più traccia.
Il primo a parlarne invece, nel V secolo a.c., è lo storico greco Tucidide, che in una sua opera chiama il fiume “Achesines” o “Assinos”, il cui significato è “fiume salutare”.
Prima ancora il fiume si chiamava “Onòbala”. ossia “fiume dovizioso”, con riferimento alla vasta gamma di specie ittiche che lo popolavano.
Sotto Federico III D’Aragona, invece, il fiume prese il nome di “Flumen Cantaris”.

Incredibilmente, le Gole dell’Alcantara sono state “scoperte” e visitate solo all’inizio degli anni cinquanta: la pericolosità che presentava la discesa lungo il costone a strapiombo sul fiume, scoraggiava qualsiasi tentativo, e garantiva così la sua assoluta inaccessibilità.
Le gole furono letteralmente “scoperte” da un gruppo di ragazzi dei paesi vicini che si avventurarono alla “scoperta” della gola e nella discesa lungo il precipizio sino al greto del fiume.
Le storiche primissime foto in bianco e nero, scattate da quei giovani, diventarono anche le prime Cartoline delle Gole e poste in vendita nella vicina Taormina. Le Cartoline attirarono l’attenzione di un notissimo produttore cinematografico che non si è lasciata sfuggire l’occasione di girare alcune scene di grande efficacia. Per consentire alla sua troupe la discesa, ha fatto tracciare a sue spese un sentiero con una infinità di rozzi gradini in cemento realizzando, così, l’accesso pubblico che ancora oggi utilizzano i turisti per scendere al fiume!

Le Gole dell’Alcantara, formate dall’omonimo fiume che nasce alle falde dell’Etna e sfocia nel Mar Ionio, sono nel territorio di Motta Camastra a pochissimi chilometri da altri importanti centri turistici della Sicilia Orientale come Taormina, Giardini Naxos, Catania…

Il Sentiero:
A parte i tantissimi servizi pseudo-sportivi-avventurosi offerti a pagamento dalla struttura ricettiva del parco, la miglior “esplorazione” delle Gole è, secondo me e secondo la filosofia di questa pagina, quella “faidate“!
Una volta scesa la lunga scala comunale, ci si trova praticamente con i piedi (congelatissimi!) nel fiume e si può da subito addentrarsi nelle gole risalendole controcorrente.
L’avanzata è inizialmente facile e con l’acqua alta fino alle ginocchia, ma poi, in alcuni punti, si dovrà anche nuotare contro corrente e scalare le varie cascatelle che si incontrano lungo la risalita del fiume.
La risalita si fa, man mano che si avanza, sempre più difficile e non sempre si riesce a superare con successo la seconda cascatella!
Così, finite le energie, si può comodamente ritornare a valle lasciandosi trasportare dalla corrente, a mò di acquascivolo, galleggiando con i piedi sempre in avanti per proteggersi da eventuali urti e potersi fermare quando lo si desidera.

ATTENZIONE : per la visita delle Gole è consigliatissimo, se non obbligatorio, l’utilizzo di: scarpette chiuse da scoglio, una muta per il freddo, un giubbino galleggiante di sicurezza e, magari, anche un caschetto da speleologo o simile!

Mappa con Percorsi e Luoghi principali:

Arrivare in Auto alle “Gole”:
Provenendo da Messina, o da Catania, percorrere la Autostrada A18 Messina-Catania e uscire a Giardini Naxos. Usciti dal casello autostradale, seguire la prima deviazione a destra per Francavilla di Sicilia.
Proseguire sulla statale SS185 per circa 12 km, fino trovare, sulla sinistra, il grande cancello di ingresso del “Parco Botanico e Geologico Gole Alcantara” e, un centinaio di metri più avanti, la l’Accesso Pubblico con la lunga scalinata che scende “gratis” fino al fiume.

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