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martedì, Novembre 12, 2019
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Mondello, i Tesori Invisibili: uno splendido libro fotografico…

ACQUISTA “I TESORI INVISIBILI DI MONDELLO”
A Palermo presso la “Libreria del Mare”
Oppure ONLINE su questi book-store:
YOUCANPRINTIBS, MONDADORI STORE, UNILIBRO

“Mondello, bianchissima spiaggia siciliana, simbolo da sempre di Palermo e dei Palermitani, caratterizzata da acque trasparentissime con incredibili sfumature tropicali, immancabile ritrovo estivo per i bagnanti e luogo d’eccellenza per rilassanti passeggiate invernali in riva al mare…
Su questa sfavillante rarissima spiaggia siciliana, riuscendo a guardare oltre l’ammaliante vastità del panorama e la tropicale lucentezza del mare, si può immaginare di rimpicciolirsi, un po’ come fossimo Alice nel paese delle meraviglie, fino a poterci muovere fra i minuscoli granelli di sabbia ed esplorare questo nuovissimo inimmaginabile mondo alla scoperta di “capolavori di ineguagliabile bellezza finalmente svelati all’occhio, inconsapevole da sempre di tanta straordinaria ricchezza…”.

Il libro: la spiagga e il mare di Mondello come non li avete mai visti

I tesori invisibili di Mondello, viaggio per immagini fra granelli di sabbia e splendidi fondali” ci racconta un incredibile viaggio fotografico sulla spiaggia siciliana di Mondello che ci porta dapprima a passeggiare fra i microscopici granelli di sabbia, custodi di inimmaginabili invisibili tesori, e poi a largo, a esplorare gli splendidi fondali marini con le tante creature che vi abitano, passando attraverso gli sfavillanti giochi di luci e colori del tropicalissimo mare palermitano.
Un cammino per immagini, raccontato e descritto da un timido testo d’accompagnamento, che ci presenta la più bella spiaggia di Palermo attraverso nuovissime inesplorate prospettive, e che riesce a farci “sentire” l’anima più profonda di questo sistema naturalistico incredibilmente complesso e delicato da custodire con estremo rispetto ed attenzione.

Ecco in anteprima alcune pagine del libro!!

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Dove e come comprare il libro

A PALERMO:
Potete acquistare il libro presso la LIBRERIA DEL MARE (LINK), alla Cala (Via Cala, 50, Palermo. Tel. 0916116829).

ON LINE:
Il libro è disponibile su questi Store Digitali: YOUCANPRINTIBS, MONDADORI STORE, UNILIBRO… oppure CERCA SU GOOGLE!

E’ altresì in catalogo ed ordinabile presso le migliori librerie della tua città (Mondarori, Feltrinelli, ecc ecc..)

L’autore del libro

…C’era un Ragazzo che guardava oltre il visibile e catturava, in splendide immagini, tutto il mondo dell’Invisibile per mostrarlo a chi, tenendo gli occhi poco aperti, non guardava al di là del proprio naso! (Marina)

Fabio è un giovane -ormai quasi vecchio- Palermitano con una grande passione per la Fotografia e il mondo delle Immagini digitali più in generale…
Non è un professionista e non è specializzato in qualche genere particolare, ma preferisce spaziare un pò attraverso ogni genere fotografico concentrandosi, di volta in volta, su qualche particolare progetto come questo su Mondello…
I suoi più bei lavori sono visibili su questo suo blog fotografico Sicilia Immagini, sul suo sito personale www.fabiocorselli.it e su Instagram

Informazioni Editoriali

Volume cm 22×22 | 72 pagine | ISBN 9788827804452 
Fotografie e Testi di Fabio Corselli | www.siciliaimmagini.it | www.fabiocorselli.it
Haisan a cura di Fabrizio Corselli | www.ilcantodellaspada.com
©Tutti di diritti riservati all’Autore, compreso il diritto di traduzione, di adattamento e di produzione, totale o parziale, in qualsiasi forma e per qualsiasi scopo.
Dicembre 2017

Un piccolo Pensiero per i più bisognosi

LOGO AGISCI PALERMOAcquistando una copia del libro farete uno splendido regalo a voi stessi (o ai vostri amici) e donerete un piccolo aiuto a chi è meno fortunato di voi.
L’autore, infatti, donerà tutti i proventi derivati della vendita di questa edizione “Youprint” del libro alla AGISCIPALERMO ONLUS, una associazione che opera nel territorio palermitano (e non solo) fatta da cittadini accomunati da valori ed idee che sentono la necessità e il dovere di Agire per rinnovare e migliorare l’odierna condizione sociale.
La Agisci mette in atto i suoi profondi propositi con diversi importanti iniziative di volontariato fra le quali il Poliambulatorio per immigrati irregolari “Ippocrate” a Ballarò, il doposcuola gratuito a Boccadifalco e la Missione Internazionale ITANZANLIA.
Per ulteriori info, e per contribuire ulteriormente al loro operato, visitate il loro sito www.agiscipalermo.it o la pagina Facebook!

Cartolina “La casa delle mie estati lontane”

Antico, sono ubriacato dalla voce
ch’esce dalle tue bocche quando si schiudono
come verdi campane e si ributtano

indietro e si disciolgono.
La casa delle mie estati lontane,
t’era accanto, lo sai,
là nel paese dove il sole cuoce
e annuvolano l’aria le zanzare.

Come allora oggi in tua presenza impietro,
mare, ma non più degno
mi credo del solenne ammonimento
del tuo respiro. Tu m’hai detto primo
che il piccino fermento
del mio cuore non era che un momento

del tuo; che mi era in fondo
la tua legge rischiosa: esser vasto e diverso

e insieme fisso:
e svuotarmi così d’ogni lordura
come tu fai che sbatti sulle sponde

tra sugheri alghe asterie
le inutili macerie del tuo abisso.”
E. Montale, “Antico, sono ubriacato dalla voce”
Ossi di seppia (Mediterraneo), 1924
Dedicato al mio mare, ai vecchi amici, alle rocce nere…

Sicilia Immagini: Dedicato al Mare… (Foto e Video)

“Tra impeto e dolcezza, il Mare da sempre accarezza i sensi più intimi e primordiali dell’essere umano, la cui anima viene rapita dal suo incedere eterno, reso magico dall’incantevole mistero che lo avvolge.
Sempre in bilico tra buio e luce, il suo richiamo “carnale” travolge e avvolge chi gli si accosta con sensibilità.
Magico è poter vivere le sue vibrazioni e le sfumature del “suo” carattere attraverso una foto, in cui potersi bagnare del suo incanto.
E’ straordinaria la capacità unica del mare di tuffarsi violento e delicato dentro l’obiettivo e viceversa, facendo vibrare le primitive corde delle emozioni di chi osserva.

Perché questo è il Mare: la proiezione più spettacolare e nuda della nostra Essenza.”

Irma …….

Tutte le foto di questo album sono state fatte in Sicilia, ovviamente!
“Dedicato al Mare…” 

si-dedicato-al-mare-copertina

 SE TI E’ PIACIUTO CONDIVIDI… GRAZIE!

Sui tetti della Cattedrale di Palermo

La cattedrale metropolitana della Santa Vergine Maria Assunta in Cielo è il principale luogo di culto cattolico della città di Palermo e sede vescovile dell’omonima arcidiocesi metropolitana.
Viene indicata semplicemente come cattedrale di Palermo o localmente in siciliano a “cattridali ri Palermu“.
Il monumento rientra tra quelli proposti all’Unesco nell’ambito dell’Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale come Patrimonio dell’Umanità.

Descrivere qui la storia e tutto quel che riguarda la cattedrale sarebbe impossibile…
VI INVITO QUINDI a visitare il sito ufficiale della cattedrale www.cattedrale.palermo.it,  dove troverete anche tutte le informazioni riguardo alle visite, o a leggere qualcosina sulla pagina di Wikipedia…
L’esperienza migliore e più profonda la si fa, ovviamente visitando la Cattedrale accompagnati da guide turistiche specializzate come quelle di “Sicily Emotional Tour

Arrivare alla Cattedrale:
La Cattedrale si trova lungo il “Cassaro” (Corso Vittorio Emanuele), la più antica strada di Palermo, in pieno centro storico.
Il modo migliore per raggiungerla è fare una bella passeggiata per il Centro Storico di Palermo, visitando così anche tante testimonianze di storia e tradizioni popolari e altri splendidi tesori d’arte.

Visite guidate con “Sicily Emotional Tour”:
Sito, Facebook, Tel: 3276678054
Email: info@sicilyemotionaltour.com

Gole di Tiberio, magia e leggende sulle Madonie

“Emozionanti suggestioni tra leggende e miti, di tesori nascosti e misteriosi guardiani.
Di incredibili e magiche esperienze sensoriali fatte di rigeneranti bagni nelle fresche acque e di stupefacenti giochi di luce creati sulle altissime pareti…”

Incastonate nel fondo di una valle boscosa e silenziosa, le Gole di Tiberio sono uno degli angoli nascosti più belli del “Parco delle Madonie”, in un’area dalla pregiata biodiversità dove uliveti, agrumeti e frassineti da manna si abbracciano incorniciando di splendide sensazioni tutta la valle.

Le Gole, oggi sito Geopark con il supporto dell’Unesco, sono formate dal millenario scavare del Fiume Pollina in corrispondenza di rocce carbonatiche Mesozoiche, e prendono il loro nome dalla borgata di “Tiberio”, un antico casale nel comune di San Mauro Castelverde, feudo dalle antiche e nobili origini.

Il contesto naturale è eccezionale: non c’è traccia dell’uomo in questa valle e tutto quanto, anche le Case Marcatagliastro arroccate su un’altura, sembrano essere inghiottite dalla lussureggiante vegetazione, qui composta da essenze tipiche della macchia mediterranea come il Leccio, l’Olivastro, il Lentisco, l’Euforbia, il Mirto, l’Origano, il Salice, i Pioppi, le Tamerici, i Giunchi.
Il letto del Fiume è invece costellato da Oleandri e canneti ed è dominato dagli altissimi blocchi di calcare biancastri lisciviati dal passaggio del Fiume e alti anche fino a 30 metri.
In acqua si notano tantissime anguille, “pulci” di mare, rare specie anfibie e anche granchi d’acqua dolce!

Lungo le altissime pareti è possibile ammirare particolarissime morfologie legate all’azione fluviale e al carsismo, rinvenire fossili del Giura-Cretaceo (gasteropodi, ammoniti), nidi di varie specie di uccelli nelle piccole insenature (spesso con le uova) e, alzando gli occhi al cielo, non è raro riuscire a vedere l’Aquila Reale, che ha in queste zone il suo habitat ideale.

Tutto questo percorrendo le gole, lunghe circa 300 metri, a bordo di piccoli gommoni a remi (o anche a piedi e nuoto nelle stagioni più calde), fino ad uscire a valle, dove è possibile Gole di Tiberio - Madonietrovare un laghetto e, poco più giù, anche una “Area Nudista”, opera d’arte dell’americano Rob Pruitt del 25 maggio 2007.
La zona nudista sorge in un’area delimitata e “ammucciata”, sulla destra del fiume, che per la sua conformazione naturalistica è chiamata “U mirichietru”.

La passeggiata continua per qualche altro centinaio di metri fuori dalle Gole, camminando nel letto del fiume o sulle sue rive, superando piccole spiaggette, freschi laghetti per giungere infine alle Piccole Gole, ove è possibile fare un bel bagno rigenerativo, immersi in una suggestiva oasi naturale.

Miti e Leggende
Diversi miti raccontano di questo magico luogo.

  • In primis il nomignolo più famoso, “U Miricu”, datogli per via di una leggenda legata alla capacità di questo punto di inghiottire tutto quello che si trova nel letto del fiume e trasportarlo fino a mare.
  • C’è poi il mito de “U Mostru”, fantomatico guardiano protettore delle Gole e del fiume!
  • Gli anziani locali, invece, raccontano della presenza di una misteriosa grotta, nascosta fra le Gole, in cui è conservato il tesoro dei Briganti Maurini.
    I Briganti utilizzavano le grotte come nascondiglio per conservare al sicuro i loro bottini. Il percorso verso le grotte era conosciuto solo da pochi malandrini, e per tenerlo segreto, quando venivano ospitate altre persone esse venivano bendate.
    La caverna, distribuita su tre piani, era conosciuta da tutta la popolazione locale, ma nessuno mai ebbe il coraggio di avvicinarsi perché, così vuole la tradizione, la grotta era sottoposta alla maledizione della Truatura”: un incantesimo mortale voluto da chi nascose i soldi e che colpisce chi se ne impossessa. Per poter sciogliere il sortilegio bisogna sacrificare una vita umana e fare scorrere il suo sangue sul luogo che custodisce il tesoro…

Geologia
Si tratta di gole fluvio-carsiche impostate su rocce calcaree ed incise dal Fiume Pollina. Il progressivo approfondimento del fiume ha localmente determinato, in una prima fase, lo smantellamento delle preesistenti coperture argillose del Flysch Numidico e, successivamente, l’incisione delle più resistenti rocce carbonatiche sottostanti.
Le gole, oltre ad essere di indubbio interesse paesaggistico, rappresentano un esempio didattico di valle fluvio-carsica .

Per Informazioni su Trekking e Traversate delle Gole di Tiberio vi invito a contattare gli amici dell’Associazione “Madonie Outdoor”: sito e Facebook!

Le Gole di Tiberio sono formate dal fiume Pollina (a 80 metri slm) tra i comuni di San Mauro Castelverde e Castelbuono, nel Parco delle Madonie.

Il Sentiero:
Parcheggiata l’auto è possibile scendere fino al greto del fiume tramite una lunga scalinata (400 gradini circa), costeggiata da un boschetto di querce, che ci porta proprio a monte delle Gole, a 50 metri circa dall’accesso alle stesse.

E’ possibile altresì accedere in auto ad un parcheggio privato (a pagamento), che ci lascia molto più vicini al fiume, risparmiandoci la lunga scalinata.
Il resto dell’escursione va fatta in gommone, usufruendo dei servizi e delle guide dell’Associazione “Madonie Outdoor” (sito e Facebook)… oppure a nuoto!!!
Ovviamente periodo consigliato primavera ed estate!

Mappa con Percorsi e Luoghi principali:

Arrivare in Auto:
Per raggiungere la nostra destinazione prendere l’Autostrada A20 Palermo-Messina ed uscire a Castelbuono/Pollina. Proseguire lungo la SS113 direzione Messina. A 2 Km da Finale di Pollina prendere la SP52 per San Mauro Castelverde.
Dopo 8 km, bivio Borrello, prendere la SP60 per Gangi e, dopo 1 Km, svoltare a destra su una stradina (prima asfaltata e poi sterrata).
Percorso quasi un chilometro troveremo un parcheggio e il pannello del “Parco delle Madonie” che segna l’accesso alle Gole e alla lunga scalinata.

Download Tracce:

Grotta e Cascata di San Nicola

“Seguo la natura senza poterla afferrare; questo fiume scende, risale, un giorno verde, poi giallo, oggi pomeriggio asciutto e domani sarà un torrente…”
Claude Monet
.

Un angolino naturalistico incredibile questo creato dal fiume Milicia, di quelli che pensi di poter vedere solo nei film d’avventura…  Invece è proprio dietro l’angolo, anche se ben nascosto in un profondo vallone, a pochi minuti di strada da Palermo.

E’ qui, nel territorio del comune di Bolognetta (PA), in contrada Torretta, che i due promontori Torretta e Pizzo Cicero si incontrano creando un restringimento del fiume Milicia e formando questo meraviglioso salto d’acqua (di circa 8 metri) che a sua volta crea un magnifico laghetto.

Guardando la cascata, ai piedi del promontorio di sinistra, si può notare e visitare la Grotta di San Nicola, altra importante caratteristica del luogo che ne fa, insieme alla cascata, un punto naturalistico da favola davvero unico!
La grotta è famosa, oltre che per l’aspetto strettamente geologico, perché era un importante rifugio dei “Briganti” durante il periodo dell’unificazione d’Italia.

UNA FAVOLA…
Essendo il posto poco conosciuto e frequentato, la Natura prende il sopravvento su tutto, crescendo senza interferenze, e lasciando allo spettatore un paesaggio incontaminato e selvaggio come pochi altri…
Il laghetto ai piedi della cascata è, nei periodi non di piena,  abbastanza limpido e pulito da spingere il visitatore a fare un bel bagno rinfrescante mentre il fiume procede, più a valle, creando altri piccoli laghetti intervallati da cascatelle minori.
Tutto quanto è sommerso da una splendida ed incontaminata vegetazione che nasconde, a volte, il corso del fiume e da alti alberi che seguono le scoscese pareti del vallone…

Il laghetto e le sue sponde, come si vede dalle foto, sono popolati da una incredibile varietà e quantità di animali: rettili, anfibi, pesci, anguille, insetti di ogni genere, più tutta la avifauna locale che trova sulle alte pareti rocciose, all’interno della grotta e sugli alti alberi, l’habitat ideale.

IL FIUME MILICIA:
Lungo circa 25 km, nasce nel Bosco di Ficuzza (PA), esattamente sul Cozzo Bileo (m 1007), col nome di fiume Mulinazzo e sfocia nel Mar Tirreno, nei pressi di Altavilla Milicia

La Grotta e la Cascata di San Nicola si trova in contrada Torretta a pochi chilometri da Bolognetta, in provincia di Palermo.

Il Sentiero:
Il breve sentiero per la cascata è raggiungibile in auto sia da valle, seguendo le stradine che seguono il corso del fiume, che dalla cima della collina tramite un’altra stradina sterrata che segue tutta la valle dall’alto.
Il sentierino è di facile percorrenza anche se spesso, a causa della scarsa frequentazione del luogo, risulta essere quasi completamente coperto dalla vegetazione e, specie nell’ultimo tratto, bisogna farsi largo fra rami bassi, rovi pungenti e canneti che sbarrano il passaggio… Fastidioso ma non impossibile.

Mappa con Percorsi e Luoghi principali:

Arrivare in Auto:
Per raggiungere la nostra destinazione si deve percorrere l’autostrada A20 Messina-Palermo e uscire a Bagheria.
Dopo di che, dallo svincolo autostradale, imboccare e seguire la SP16 e, dopo circa 11 km, superato il ponte sull’omonimo fiume, girare a destra e seguire la stradina sterrata per un paio di chilometri fino alla fine della stradina. Da lì parcheggiare e scendere a valle passando vicino ad una grande casa abbandonata!

Chi viene da Bolognetta può scendere sulla SP134 e poi girare a destra poche decine di metri prima di incrociare la SP16. Seguire la lunga stradina in discesa e alla fine girare a destra.

Download Tracce 

COSE BRUTTE:
Nonostante abbia usato diverse volte il termine “natura incontaminata”, devo purtroppo dire che tutto il lato destro della vallata è una vera e propria discarica a cielo aperto.
E lo stesso vale per tutte le stradine di accesso alla vallata che si percorrono in auto: più di un chilometro di piccole discariche (prevalentemente di materiale edile) abusive che scivolano giù lungo la collina e verso il fiume.
Materiali di scarto sono spesso coperti dalla vegetazione e dai campi fioriti fino quasi a nasconderli, ma sembra quasi che tutta la collina che porta al sentiero verso la cascata si fatto di macerie abbandonate!
La gola, con la grotta ed il laghetto, sembra abbastanza riparati dal ricevere tutti questi materiali, ma non è comunque isolata da tutta la spazzatura (sacchetti, bottiglie di plastica, tronchi e rami spezzati, etc etc..) portata dal fiume nei periodi di piena e lasciati li incastrati fra le rocce e nella vegetazione, anche se ripuliti negli utlimi mesi da alcuni volontari..
Insomma Natura incontaminata e “Munnizza” convivono serenamente conducendo vita propria e senza disturbarsi l’un l’altro… CHE SCHIFO!

Terme Segestane e Polle del Crimisio

“…Nec vero omnes quae sint calidae medicatas esse credendum,
sicut in Segesta Siciliae!”

Siamo ai Bagni Liberi di Segesta, un’altra incredibile location Siciliana in cui ci si può letteralmente “immergere” nella natura e godere di tutte le incredibili sensazioni che solo un bagno termale può regalare…
Ci troviamo in località “Ponte Bagni” (accanto allo stabilimento termale “Terme Segestane”), in un’area naturale compresa tra il monte Inici e la città di Alcamo

Terme Segestane, Cascatella

Esplorare il Fiume e le Terme…
La discesa alla gola e all’attigua vasca termale avviene tramite una stradina in discesa che ci porta a pochi metri dal fiume. Lasciata l’auto si deve subito attraversare il fiume a piedi, stando attenti a non “sciddicare” sul fango, per ritrovarsi sull’altra sponda e giungere al suggestivo laghetto termale artificiale.
Adesso ci si può fermare ed immergere nel fantastico laghetto termale, rilassandosi e lasciandosi “curare” da fangoterapie faidate, dalle alte temperature dell’acqua e dalla sua composizione chimica dalle tanto benefiche proprietà.
Altrimenti si può passare oltre, seguendo il sentierino che riscende al fiume, e risalire all’interno del canyon in cerca dei piccoli laghetti naturali vicini alle polle, un po’ più isolati rispetto alla prima vasca (spesso piena di gente), dove ci si può immergere facendosi massaggiare dalla calda corrente del fiume…

Il Paesaggio
Il luogo richiama alla mente la vicina forra di Segesta dato che si passa in pochi metri da rive pianeggianti, su cui crescono tamerici e canne palustri, ad un piccolo profondo canyon, scavato nei secoli dal fiume, con alte pareti di roccia bianca striata di rosa e depositi di travertino.
Alcuni di questi blocchi rocciosi, caduti nell’alveo del torrente nel corso dei secoli, formano ogni tanto piccole e suggestive cascate.
La risalita del fiume, semplice ma molto suggestiva, si po’ effettuare sia camminando in acqua, sia seguendo il sentiero che corre lungo la riva destra.

Miti e Leggende
Diversi sono i riferimenti mitologici a queste fonti.

  • Diodoro Siculo descrive nella sua “Bibliotecla” il viaggio di Eracle (Ercole per i Romani) che attraversa la costa settentrionale della Sicilia da Pilora ad Erice e incontra le ninfe Egestee le quali, per rinfrancarlo dalle sue fatiche, fanno sgorgare le fonti calde di Egesta (o Segesta).
  • Lo stesso fiume Caldo si può identificare con Krimisòs (Crimiso), divinità fluviale che è raffigurata nei tetradrammi rinvenuti nell’area archeologica, che sposò la ninfa Egesta in fuga dalla distrutta città di Toria, e per la quale innalzò la temperatura e la corrente delle acque così da regalarle ristoro e conforto!

Terme Segestane, lungo la Gola

Descrizione e Geologia
Lungo la sponda destra si osservano alte pareti verticali costituite da “scaglia” con una stratificazione molto fitta e sottile e che presenta colorazioni dal bianco avorio a diverse tinte di rosa.
Sulla sponda opposta, invece, affiora un deposito di travertini di Alcamo, risalenti al Pleistocene superiore, del tutto simili a quelli che formano l’altopiano su cui poggia l’omonimo comune. Si tratta di calcari che si formano quando le acque calde, giungendo in superficie, perdono i gas, ed il carbonato di calcio in esse disciolto si deposita inglobando tutti quei detriti vegetali o anche animali che sono presenti sul terreno. Questi detriti, in seguito, vengono decomposti così che all’interno della roccia rimangono numerose e caratteristiche cavità.
La differenza geologica di queste due rocce, ha permesso al fiume di realizzare un tipico caso di erosione differenziale: sulla scaglia le acque hanno intagliato delle pareti quasi verticali, mentre sui travertini si sono formate delle caratteristiche nicchie (chiamati tafoni o conchi) che si sviluppano verso l’alto e verso l’interno della roccia.

La presenza di rocce permeabili e di un sistema di faglie relativamente profonde consente alle acque meteoriche di infiltrarsi in profondità, riscaldarsi dopo aver raggiunto zone magmatiche con altissime temperature, e poi risalire in superficie e riversarsi nuovamente nel Fiume Caldo, sgorgando da sei piccole Polle (sorgenti) sparse lungo il suo corso con temperature di circa 44/47 gradi.

Storia e Curiosità
Oltre alla mitologia numerose sono le testimonianze storiche che ci attestano l’importanza di queste sorgenti nell’antichità.
Diodoro Siculo parla delle calde acque segestane (Strabone dei caldi lavacri egestei) nel VI° libro della sua Geografia, mentre Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia XXI,61, accenna alle loro virtù terapeutiche: “Nec vero omnes quae sint calidae medicatas esse credendum, sicut in Segesta Siciliae”.
Anche gli arabi le apprezzarono a tal punto da erigere nei loro pressi il Calatha-met, il Castello dei bagni.
Le fonti in questione, note fin dall’antichità, sono menzionate anche dal viaggiatore arabo Edrisi nel suo “Libro di Ruggiero”, resoconto del viaggio compiuto in Sicilia intorno al 1140.
Nel 1833 e nel 1862 le terme furono oggetto di studio da parte di Giuseppe Lombardo-Giacalone e Giacomo Adragna-Fiorentino.
Nella statistica delle acque minerali del Regno d’Italia pubblicata nel 1869 troviamo elencate ben sei fonti: Bagno di Calamet, Bagno della regina, Bagno delle femmine, Fontana di P. Girolamo, Gorgo caldo e Sorgente nuova.

Le Acque Termali
Dal punto di vista chimico le acque sono classificate come cloro-solfato-alcalino-terrose;
le quantità quasi equivalenti di calcio e solfato ed i relativi studi geochimici provano che il loro contenuto sulfureo deriva dallo scioglimento della serie (insieme di strati rocciosi paralleli) gessoso-solfifera presente nel sottosuolo ed affiorante nei dintorni di Vita e Calatafimi, che tali acque attraversano durante la loro risalita.
Le acque rientrano tra le acque ipertermali sulfuree radioattive altamente mineralizzate e sono utilizzabili quindi per bagni a scopo terapeutico ed i fanghi sono indicati per la cura di reumatismi, artriti, artrosi, sciatica, uricemia, affezioni allergiche, esiti di fratture ossee, gotta e malattie della pelle..

L’Altra Sorgente
A circa un chilometro verso est, vicino alla stazione ferroviaria di Alcamo, un altro punto di affioramento è quello delle Terme Gorga con due polle a temperature intorno a 49°C ed una portata complessiva di 80 litri al secondo.

ECCO LE FOTO: Buona Visione e se vuoi condividi!

Le Terme Segestanell’Alcantara, sono in località “Ponte Bagni” (accanto allo stabilimento termale “Terme Segestane”), in un’area naturale compresa tra il monte Inici e la città di Alcamo, a pochissimi chilometri di strada da Castellammare del Golfo e da, appunto, Alcamo.

CONSIGLI DI VIAGGIO:

  • Portarsi sempre un cambio completo e asciutto da tenere in auto.
  • Portarsi delle scarpette in gomma chiuse da scoglio o delle vecchie scarpe da ginnastica per muoversi agevolmente nel fiume e sui sassi.
  • Portarsi torce e candele se decidete di restare anche di sera o di notte (lo fanno in tanti).

ATTENTI ALLA SALUTE:
Prima di usufruire delle terme libere, come sempre in caso di trattamenti termali, consigliamo un check-up preventivo e completo, in quanto il fai da te, in ambito termale, potrebbe fortemente pregiudicare la salute di coloro che non conoscono a fondo le proprie condizioni fisiche.

Mappa con Percorsi e Luoghi principali:

Naviga sulla mappa sotto oppure APRI IN GOOGLE MAPS

Arrivare in Auto alle “Terme Segestane”:
DA PALERMO: Autostrada A-29 (Palermo-Mazara del Vallo), Uscita Castellammare del Golfo, Prendere la SP2 seguendo la segnaletica per Segesta/Stabilimento Privato Terme.
Una volta svoltato a sinistra sulla stradine per lo Stabilimento Terme di Segesta, girare (dopo pochi metri) sulla stradina sterrata a sinistra che scende al fiume.
Seguire invece la stradina asfaltata sulla destra per scendere allo Stabilimento Termale

DA TRAPANI: Autostrada A-29 in direzione Palermo, Uscita Castellammare del Golfo e poi come indicazioni sopra.

Lo Stabilimento “Terme Segestane”

Stabilimento Terme SegestaneOltre alle Polle lungo il fiume, tre grosse sorgenti, alimentano lo stabilimento termale “Terme Segestane”
Lo stabilimento, privato e a pagamento a differenza delle Terme libere sul fiume, offre ai suoi visitatori una splendida sauna naturale alimentata dalla prima sorgente, la Grotta della Regina, con archi di origine romana e una seconda sorgente, Nuova Sorgente, che alimenta due piscine, di cui una accessibile ai bambini. Bagno delle Femmine è, invece, il nome della terza sorgente, esterna allo stabilimento privato.
Per informazioni dettagliate: SITO WEB e PAGINA FACEBOOK dello Stabilimento Termale.

Le Gole dell’Alcantara

“…e qui che la Dea Venere amava bagnarsi, immersa in placide acque riscaldate dal Dio Vulcano, come segno d’Amore verso la splendida Dea…”

Le Gole dell’Alcantara (chiamate anche Gole di Larderia) sono uno dei paradisi naturali più incredibili e magici della Sicilia. Un luogo dove ci si può immergere totalmente e intensamente nell’incredibile fascino della Natura più selvaggia ed impetuosa.
Già arrivati alla spiaggetta, dal quale poi iniziano le Gole, si rimane estasiati e stupiti nell’ammirare l’insolita ed imponente geologia del luogo, ad ascoltare il possente rombo dell’acqua uscire da esse, a “tastare” la gelida temperatura del fiume…

Le Gole dell'Alcantara

Una Incredibile Avventura..
La risalita del fiume è estasiante ma davvero difficile e stancante: la corrente blocca, in alcun tratti, il nostro cammino con una forza davvero imponente; la temperatura dell’acqua è gelida e, per alcuni, quasi insopportabile; in alcuni punti si deve addirittura nuotare sfidando la corrente ed il freddo oppure tentare di avanzare aggrappandosi alle pareti bagnate e scivolose…
Tutto questo però contribuisce, per quanto possa sembrare strano, a rendere ancora più intensa e assolutamente unica questa esperienza: Qui, alle Gole, la Natura non solo si ammira, si guarda, si ascolta, ma ci si “fonde” con essa e la si affronta direttamente con tutte le proprie forze, le emozioni, le sensazioni!
Ovviamente, man mano che si “sale” le difficoltà aumentano: si incontrano diverse cascatelle, di volta in volta sempre più ardue da scalare e superare, ed il freddo e la stanchezza aumentano ad ogni piè sospinto!

Le Gole dell'Alcantara

Il percorso “acquatico” termina (quasi obbligatoriamente) dopo circa 250 metri, con un incantevole laghetto circondato dalle altissime pareti e da una cascata, stavolta più alta e difficile (circa 3 metri), che solamente atleti preparati o dotati di attrezzatura da “torrentismo” riescono a superare!
Troviamo qui anche un grande scoglio sul quale, nelle ore principali del giorno, si riesce a trovare un pò di sole (che riesce a filtrare fra le gole) per ritrovare così le energie perdute e un anche pò di calore, finalmente!

Le Gole dell'Alcantara

Da ora in poi comincia lo spasso!!! Dopo il tuffo dallo scoglio, la discesa a valle si può, con le dovute attenzioni, effettuare in stile “acqua park“, lasciandosi trasportare dalla corrente, sfruttando curve e cascatelle per una folle corsa verso la calda spiaggetta dalla quale eravamo partiti! Divertimento ed Emozioni Garantite!

L’escursione si potrà completare, dopo aver preso un pò di sole e aver fatto un super spuntino, visitando la parte a valle del fiume, anch’essa ricca di suggestivi laghetti e piccole cascatelle!
Stavolta è tutto più facile. Si può infatti tranquillamente camminare su comodi sentieri sulle rive del fiume, o all’interno dello stesso fiume, ma senza più dover temere acque alte e forti correnti… Meraviglia!

Miti e Leggende
Due le leggende importanti raccontano le Gole dell’Alcantara:

  • La prima racconta la formazione delle Gole. Un tempo, il fiume, scorreva placido in un letto tranquillo e rendeva fertile la valle. Uomini malvagi però si danneggiavano tra loro e non rispettavano la natura e, fra questi, due fratelli (di cui uno cieco) che coltivavano insieme un campo di grano.
    Al momento di dividere il raccolto, il contadino vedente, spinto dalla malvagità, riservò gran parte del raccolto per sé e la poca restante la donò al fratello. Un’aquila che volava sopra il loro campo vide tutto e volò a riferire l’accaduto agli Dei che, pieni di ira e risentimento, scagliarono un fulmine contro l’imbroglione, uccidendolo.
    Il fulmine però colpì anche il mucchio di grano ingiustamente accumulato, che, si trasformò allora in una montagna di terra rossa, dalla quale, sbuffando, uscì un fiume di lava che arrivò fino al mare creando le splendide ed altissime gole.
  • La seconda antichissima leggenda dice che alle Gole veniva a bagnarsi e a trovare ristoro la Dea Venere.Lagrenée – Venere e le ninfe al bagnoIl Dio Vulcano, per suggellare l’amore (ricambiato) nei suoi confronti, aveva riscaldato e rese confortevoli in modo perenne le placide acque del fiume!
    Un giorno però, scoperto il tradimento da parte di Venere e scosso dal’ira, Vulcano decise di punire la Dea rendendo per sempre fredde e gelide le acque della loro felice alcova.
    Da allora, così si narra, la “vasca di Venere” restituisce la virilità perduta agli uomini e la verginità alle donne che si immergono nel fiume affrontando le sue fredde acque!

Descrizione e Geologia
Il Fiume Alcantara nasce sui Nebrodi, nei pressi di Floresta da una sorgente denominata «Saliciazzo» (a 1250 m S.l.m.), e snoda il suo corso in un pittoresco vallone boscoso sino a toccare la base dell’Etna a Randazzo, dove viene alimentato ed “ingrossato” da altri torrenti che scendono dalle pendici del vulcano, per sfociare infine (dopo 48 chilometri) nel Mar Jonio a Giardini Naxos.
Le sue acque sono sempre state linfa vitale di tutta la valle e utilizzate per l’irrigazione dei folti giardini di aranci, limoni, e vitigni.
Da Mojo Alcantara fino quasi alla foce, le acque scorrono sopra uno strato di “colata lavica”.
L’alveo presenta pertanto anfrattuosità che determinano l’irregolare scorrimento delle acque che sono, ora lente in incantevoli laghetti, ora precipitose in stupende cascate. Molte di queste “spettacolarità” non sono facilmente visitabili in quanto le acque scorrono in zone impervie e pressoché inaccessibili, essendo l’alveo dentro burroni e crepacci, sempre di pietra lavica.

Le Gole sono delle caratteristiche forre con una larghezza media di 5 metri ed un’altezza che supera, in alcuni punti, i 50 metri. La lunghezza totale è di circa 400 metri, di cui solo una parte è oggi visitabile in tutta sicurezza. Il resto rimane praticamente inaccessibile per colpa delle alte pareti, delle vorticose cascate e delle acque impervie e profonde! (Tranquilli però, qui su Sicilia Immagini trovate anche le foto di questi posti “difficili”).

Le Gole dell'Alcantara

Le alte pareti, sono formate da basalti lavici (poveri di silicio ma ricchi di ferro, magnesio e calcio), caratterizzati da strutture a colonne subverticali dette “a canna d’organo” o leggermente arcuate ad “arpa” e a “ventaglio”, o disposte orizzontalmente a “catasta di legna” o, infine, disposte caoticamente e fratturate.
Attraverso queste particolarissime geometrie prismatiche pentagonali ed esagonali, che richiamano la struttura molecolare dei materiali che la costituiscono, trasudano e zampillano le gelide acque che, allo stesso tempo, la levigano e la lisciano.

Formazione ed Origini
L’origine delle Gole va ricercata nel fiume di fuoco scaturito nella notte dei tempi da un vulcano oggi spento (le ultimi approfondite analisi ci riportano al “Monte Dolce”), che “riempì” tutta la valle sino al mare. Cessata l’eruzione, sull’arida superficie della colata trovò il suo nuovo corso l’Alkantara:
Con l’ausilio delle acque di questo fiume la natura provvide a trasformare, nei millenni seguenti, quell’arida crosta in un lussureggiante giardino!.
Le acque del fiume scorrendo sopra quell’informe letto di lava, insinuandosi fra i grossi e duri macigni, hanno anche esercitato un’azione di erosione su quella parte della colata costituita da materiali “più teneri”, ossia le scorie. È solo in questi termini che si deve parlare di erosione, e non come molti pensano, a descrizione della natura della gola, che questa sia il risultato della millenaria azione erosiva del fiume dentro la lava. Sbagliatissimo!

La Verità sull’origine della lunga e profonda gola, invece, segue diverse ipotesi:

  • La prima’ipotesi è legata ad eventi sismici che spaccarono in due vecchi laghi basaltici formatisi dalla fuoriuscita di magma dalle fessurazioni, vecchie di 300.000 anni, consentendo all’acqua del fiume di insinuarsi al suo interno.
  • Altra ipotesi potrebbe essere quella che la massa potè spaccarsi durante la fase di consolidamento e raffreddamento per effetto di enormi tensioni interne.
    Questa ipotesi e la precedente sono state poi scartate: le strutture delle pareti presentano prismi a sezione quadrangolare e in posizione verticale sulla parete lato Messina, e a sezione pentagonale e in posizione orizzontale sulla parete lato Catania. Non essendoci quindi uniformità nelle due strutture, l’ipotesi della spaccatura di una unica massa non regge più, ma ciò fa anzi supporre che le pareti appartengano non a un’unica colata bensì a due distinte e separate colate.
  • L’ipotesi più accreditata è, allora, che due rami della grande colata convergendo in questo punto abbiano incontrato un “ostacolo” (una lingua di terreno più o meno solida e probabilmente molto umido) biforcandosi per poi ricongiungersi più avanti, imprigionandolo nella massa fluida!
    Questo “corpo estraneo freddo”, trovandosi improvvisamente dentro quella massa infuocata (con temperature intorno ai 1200° C), ha provocato il repentino raffreddamento del magma da cui si originarono forti tensioni interne col conseguente sprigionarsi delle forze cristalline operanti nella massa stessa. Per effetto di tali forze la lava si è così strutturata in grossi prismi; tipico fenomeno questo che subentra (a detta dei vulcanologi) all’atto del raffreddamento repentino e che divide la roccia in una infinità di prismi perpendicolari alla direzione della colata.
    A questo punto la Gola è venuta alla luce tramite l’azione erosiva (e adesso si che c’entra) delle acque del fiume Alcantara che, scavando per millenni, ha portato via quel “corpo estraneo” (di natura evidentemente più “tenero” del durissimo basalto).
    Un capolavoro unico ed eccelso fra i tanti che Madre Natura ha voluto regalare a questa isola!!!

Le Gole dell'Alcantara

Storia e Curiosità
Il termine attuale “Alcantara”, che contraddistingue sia il fiume sia l’intera valle, deriva dall’arabo “Al Qantarah” ovvero “il Ponte”, con riferimento a quello in pietra lavica costruito dai romani nell’età imperiale e di cui oggi non rimane più traccia.
Il primo a parlarne invece, nel V secolo a.c., è lo storico greco Tucidide, che in una sua opera chiama il fiume “Achesines” o “Assinos”, il cui significato è “fiume salutare”.
Prima ancora il fiume si chiamava “Onòbala”. ossia “fiume dovizioso”, con riferimento alla vasta gamma di specie ittiche che lo popolavano.
Sotto Federico III D’Aragona, invece, il fiume prese il nome di “Flumen Cantaris”.

Incredibilmente, le Gole dell’Alcantara sono state “scoperte” e visitate solo all’inizio degli anni cinquanta: la pericolosità che presentava la discesa lungo il costone a strapiombo sul fiume, scoraggiava qualsiasi tentativo, e garantiva così la sua assoluta inaccessibilità.
Le gole furono letteralmente “scoperte” da un gruppo di ragazzi dei paesi vicini che si avventurarono alla “scoperta” della gola e nella discesa lungo il precipizio sino al greto del fiume.
Le storiche primissime foto in bianco e nero, scattate da quei giovani, diventarono anche le prime Cartoline delle Gole e poste in vendita nella vicina Taormina. Le Cartoline attirarono l’attenzione di un notissimo produttore cinematografico che non si è lasciata sfuggire l’occasione di girare alcune scene di grande efficacia. Per consentire alla sua troupe la discesa, ha fatto tracciare a sue spese un sentiero con una infinità di rozzi gradini in cemento realizzando, così, l’accesso pubblico che ancora oggi utilizzano i turisti per scendere al fiume!

Le Gole dell’Alcantara, formate dall’omonimo fiume che nasce alle falde dell’Etna e sfocia nel Mar Ionio, sono nel territorio di Motta Camastra a pochissimi chilometri da altri importanti centri turistici della Sicilia Orientale come Taormina, Giardini Naxos, Catania…

Il Sentiero:
A parte i tantissimi servizi pseudo-sportivi-avventurosi offerti a pagamento dalla struttura ricettiva del parco, la miglior “esplorazione” delle Gole è, secondo me e secondo la filosofia di questa pagina, quella “faidate“!
Una volta scesa la lunga scala comunale, ci si trova praticamente con i piedi (congelatissimi!) nel fiume e si può da subito addentrarsi nelle gole risalendole controcorrente.
L’avanzata è inizialmente facile e con l’acqua alta fino alle ginocchia, ma poi, in alcuni punti, si dovrà anche nuotare contro corrente e scalare le varie cascatelle che si incontrano lungo la risalita del fiume.
La risalita si fa, man mano che si avanza, sempre più difficile e non sempre si riesce a superare con successo la seconda cascatella!
Così, finite le energie, si può comodamente ritornare a valle lasciandosi trasportare dalla corrente, a mò di acquascivolo, galleggiando con i piedi sempre in avanti per proteggersi da eventuali urti e potersi fermare quando lo si desidera.

ATTENZIONE : per la visita delle Gole è consigliatissimo, se non obbligatorio, l’utilizzo di: scarpette chiuse da scoglio, una muta per il freddo, un giubbino galleggiante di sicurezza e, magari, anche un caschetto da speleologo o simile!

Mappa con Percorsi e Luoghi principali:

Arrivare in Auto alle “Gole”:
Provenendo da Messina, o da Catania, percorrere la Autostrada A18 Messina-Catania e uscire a Giardini Naxos. Usciti dal casello autostradale, seguire la prima deviazione a destra per Francavilla di Sicilia.
Proseguire sulla statale SS185 per circa 12 km, fino trovare, sulla sinistra, il grande cancello di ingresso del “Parco Botanico e Geologico Gole Alcantara” e, un centinaio di metri più avanti, la l’Accesso Pubblico con la lunga scalinata che scende “gratis” fino al fiume.

Download Tracce:

 

Piano Battaglia… tutta la neve della Sicilia!

…l’incanto di ritrovarsi al centro del mondo, abbracciati da tutte le vette delle Madonie, dal cielo azzurro e con tutta la Sicilia ai tuoi piedi…

Piano Battaglia, e tutto il complesso di monti che lo circondano, è una importante e famosa località turistica con elementi paesaggistici ed ambientali unici e spettacolari!!!
Un luogo meraviglioso, con una grandissima varietà di ambientazioni, panorami, colori e sensazioni, difficilmente ritrovabili, così tutti insieme, in altri luoghi della Sicilia!

Piano Battaglia con la Neve

Il pianoro di Piano Battaglia (1572 m s.l.m.), centro geologico e turistico della località e forse di tutto il Parco, è una depressione (polje carsico) situata nel cuore del massiccio delle Madonie, tra il complesso montuoso del Monte Carbonara (1979 m s.l.m. e seconda vetta più alta in Sicilia) e il Monte Mufara (1865 m s.l.m.), in un contesto paesaggistico e ambientale di altissimo valore.

Piano Battaglia è sede di un interessante “sentiero geologico” un cui le grigie rocce carbonatiche includono fossili testimonianti sedimenti d’età diverse: una scogliera d’epoca giurassica (150 milioni di anni) costruita da organismi quali coralli ed altri celenterati incrostanti e, nello strato inferiore, spugne e coralli d’età triassica.
Il sentiero in questione attraversa inoltre il polje gemello della Battaglietta, dove ha sede un profondo ed importante inghiottitoio. Le due depressioni, Piano Battaglia e la Battaglietta, rappresentano il più esteso e suggestivo paesaggio carsico del complesso della Carbonara che, con le innumerevoli doline, valli cieche ed inghiottitoi, costituisce un’area di studio, dal punto di vista scientifico, tra le più importanti d’Italia.
Il sentiero è inserito nel circuito degli European Geopark, di cui fa parte l’intero Parco delle Madonie.
Approfondimenti su Pianobattaglia.it

ECCO LE FOTO… scattate durante diverse escursioni, meravigliose ciaspolate, e scivolate con lo snowboard!

FLORA
Piano Battaglia è sede di una splendida “faggeta” che regala, ad ogni stagione, meravigliose e variegate “tonalità” a tutta la vallata e poi , nelle zone tutte intorno,  l’Agrifoglio (in zona di Piano Pomo esemplari alti più di 15 metri, con un età  di circa 300 anni), la Roverella, il Leccio.
Menzione Speciale per il vero gioiello delle Madonie, l’Abete dei Nebrodi (Abies nebrodensis), specie di cui esistono al mondo soltanto 29 esemplari tutti vegetanti in un’area limitatissima del Vallone Madonna degli Angeli!!!

FAUNA
Tra gli uccelli si annoverano l’Aquila reale, l’Aquila del Bonelli, il Falco Pellegrino, la Poiana, il Picchio Rosso e quello muratore e tanti altri.
Tra i mammiferi più diffusi: il Gatto selvatico, il Cinghiale, la Volpe, la Martora, la Donnola, l’Istrice e il Coniglio selvatico.
In più una folta popolazione di Daini (Dama dama) che scorazzano liberi tra i boschi del Parco!

TURISMO
Piano Battaglia con la NeveTutta la zona di Piano Battaglia è circondata da meravigliose villette e baite utilizzate principalmente come “case di villeggiatura” sia invernali che estive. Oltre a queste ci sono diverse strutture, “rifugi” ed hotel, che servono la zona.
Gli impianti sciistici sono attualmente chiusi (per negligenza ed incompetenza di vari “Enti”) causando la perdita di una forte ed “affezionata” fetta di frequentatori sportivi della località e di un calo incalcolabile del turismo in generale.
E però sempre possibile, per i più bravi, sciare in modalità “faidate”, risalendo le piste non battute e scendendo poi in incredibili fuoripista oppure sfruttare un anello di 5 chilometri circa per fare fondo in mezzo ai bellissimi boschi.
Per tutti gli altri c’è sempre il mitico SLITTINO! Quello buono intendo, e non il sacchetto di plastica nero, e da usare sempre con educazione, rispetto e grande attenzione!

Oltre allo sci, Piano Battaglia è anche, in assoluto, il centro di tutto il settore “trekking” delle Madonie e, nelle stagioni meno fredde, luogo ideale per gli appassionati di Mountain Bike!
Da qui, infatti, partono la maggior parte dei sentieri che percorrono le meravigliose valli e che raggiungono le altissime vette di tutte le montagne principali del Parco, percorribili in tutte le stagioni.
Trekking, passeggiate, ciaspolate sulla neve, sono organizzate con buona frequenza da tantissime associazioni e club vari, sia della zona che di altre zone della provincia!

Per Info, Ricettività, WebCam in diretta, Viabilità, Associazioni e altro vi invito ad andare sul sito: PIANOBATTAGLIA.IT!

Alba dal Monte Mufara

Piano Battaglia è situata esattamente al centro del Parco delle Madonie, compreso tra la Valle del fiume Imera Settentrionale e quella del Pollina. Comode arterie stradali servono la rinomata località di villeggiatura che si trova a poca distanza dal capoluogo siciliano.

Mappa con Percorsi e Luoghi principali:

Arrivare in Auto:
Piano Battaglia e tutto il complesso di monti che la incorniciano, si può raggiungere sia da nord che da sud, a seconda della nostra provenienza:

Dall’autostrada A19 Palermo-Catania, uscendo ad uno di questi svincoli:

  • Uscita “Buonfornello”, da dove percorrendo la SS113 si raggiunge Campofelice di Roccella, e da lì Collesano, Piano Zucchi e Piano Battaglia.
  • Uscita “Scillato”, e proseguire per Polizzi Generosa e Piano Battaglia.
  • Uscita “Tremonzelli”, da dove percorrendo la SS120 in direzione Castellana Sicula, prima di giungere nell’abitato, si imbocca la SP119 in direzione di Polizzi Generosa e Piano Battaglia.

Dall’autostrada A20 Messina-Palermo, uscendo allo svincolo di “Castelbuono-Pollina”, quindi raggiungendo il paese di Castelbuono e da lì per Isnello e Piano Battaglia.

Cartolina “SOLE CUORE AMORE”

SI - Cuore - CARTOLINA

“No no, non è un cuore… è solo un’allegra nuvoletta
che si diverte a prenderci in giro!”

Cartolina “Mondello”

Sicilia Immagini - Cartolina Mondello

“E su quelle lunghe distese di piccole dune sabbiose che cedono all”effetto dei colori cobalto, rosa e blù, che alzo lo sguardo e resto in silenzio…”
Fabiola

 

Mondello è una frazione e località turistica di Palermo, racchiusa da Monte Pellegrino e Monte Gallo. Distaccata dalla città dal Parco della Favorita, è raggiungibile per mezzo dei tanti viali reali alberati o tramite collegamenti secondari.

La zona è rinomata per la spiaggia, che rappresenta uno dei lidi più ambiti della Sicilia, per le sue numerose ville in stile Liberty, note come migliore espressione dell’Art Nouveau in Italia, e per i siti di interesse storico.

Lo Stabilimento Balneare in foto, oggi noto col nome di “Charleston”, regna al centro del golfo sospeso su un’ampia piattaforma su piloni immersi nell’acqua.
L’edificio è costruito resistente all’azione corrosiva dell’acqua e della salsedine, e la struttura è decorata con volute, fregi, sculture, vetrate e colori vivaci, così da risultare elegante oltre che funzionale per i bagnanti. L’edificio, unico nel suo genere, rappresenta una delle opere architettoniche in stile Art Nouveau più belle d’Europa.

“Monte Petroso”, verdissima oasi naturalistica a due passi da Palermo

“Andai nei boschi perché volevo vivere in profondità e succhiare tutto il midollo della vita… per non scoprire in punto di morte di non aver mai vissuto…”
Henry David Thoreau

 

Siamo nella zona di San Martino, frazione di Monreale a soli 10 minuti di strada da Palermo.
Proprio al centro della grande vallata che domina questa zona si erge, piccolo ma comunque maestoso, il nostro Monte Petroso.
L’accesso al sentiero che corre tutto attorno al monte, e che poi devia verso la cima, avviene tramite due cancelli della forestale, uno a valle e uno più a monte.

Dopo pochi metri percorsi nel sentiero che entra in salita nel bosco, rimaniamo subito stupiti dall’incredibile ambientazione naturalistica in cui ci troviamo immersi.
Il paesaggio tipico dei boschi dei monti di palermo si trasforma repentinamente alle falde del Monte Petroso e le conifere lasciano il posto ad un fittissimo magico querceto naturale: il leccio (quercus ilex), la roverella (quercus pubescens), la sughera (quercus suber), un sottobosco fatto di bellissime felci e di fastidiosissimi rovi e poi ancora una grande varietà di funghi e piante commestibili…

Monte Petroso a San Martino (PA)

All’apice del sentiero si può deviare per tentare la risalita verso la vetta.
E’ qui, prima ancora di aver conquistato la vetta, che si comincia ad intuire l’origine del nome di Monte Petroso: il nostro piccolo monte sembra essere formato (inspiegabilmente) da un accumulo di enormi rocce che prendono a poco a poco il posto della vegetazione e  attraverso le quali ci si muove (a volte con brevi “scalate” sugli stessi enormi massi) per giungere in cima.
La reale origine rimane ancora inspiegata ma, arrivati sulla vetta, l’impressione più naturale seppur assolutamente fantasiosa è che i massi siano caduti dal cielo uno sopra l’altro fino a creare questo improbabile e curiosissimo monte, oppure che ci sia stata una fortissima “implosione” che abbia frantumato la montagna facendola crollare su se stessa…
Ad ogni modo siamo in cima, in precario equilibrio sui nostri fantomatici massoni, e abbiamo tutto il mondo ai nostri piedi: da un lato Monte Cuccio e Palermo con il porto, il mare e Monte Pellegrino, dall’altro tutti i monti di Palermo che circondano e racchiudono il panorama.
E poi ancora il Castellaccio, San Martino delle Scale con la sua splendida Abbazia, e le tante vallate tutto attorno…!
Silenzio e meraviglia appagano la nostra anima dopo la fatica per la piccola scalata e ci prepara per la ridiscesa. Riprendiamo il sentiero ad anello che gira attorno al monte fino a quando, usciti dal fitto bosco in cui eravamo immersi, ci ritroviamo sulla larga strada sterrata che ci riporteràal punto di partenza.
Da qui, grazie alla vegetazione che si dirada, riusciamo ad osservare con un pò di fortuna alcuni dei rapaci che popolano queste montagne: falchi pellegrini, gheppi, barbagianni, civette, e persino aquile reali che nidificano sulle rocce a picco dei monti di San Martino delle Scale.

Geologia
Lungo il versante più impervio, a pochi metri dalla cima, ci sono due piccole grotticine (zubbi) al quale si può accedere in verticale solo tramite “procedure” speleologiche!
Potete ammirare le foto della grotta sul sito LETADDARITE.IT.

Miti e Leggende
Lungo il sentiero che gira intorno al bosco possiamo trovare dei resti di un basamento di ciò che era, molto probabilmente, una torre di osservazione Normanna.
Le leggende nate attorno a questi resti descrivono la struttura come un piccolo Tempio Greco oppure, ancor più fantasiosamente, come una struttura usata nel medioevo dalle fattucchiere.

Storia e Paleontologia
Nei decenni scorsi, in seguito ad alcuni scavi paleontologici, sono stati trovati ossa umane e di animali nonché utensili costruiti con selci affilate.
Il documento trovato in Internet “Dati preliminari sui reperti umani di Monte Petroso, Palermo (collezione Correnti)”, sebbene non dica la zona esatta dei ritrovamenti, descrive i reperti di epoca neolitica ritrovati che hanno consentito di individuare almeno 5 persone differenti di entrambi i sessi, e ossa di almeno 3 animali sepolte a corredo funerario di una di esse. Monte Petroso e la sottostante zona di Valle Paradiso sono considerati fra le maggiori zone di spansione della popolazione neolitica degli uomini sapiens della zona del palermitano.
I reperti di Monte Petroso sono custodita (notizia aggiornata al 2010) al Dipartimento di Biologia cellulare di Palermo. Purtroppo anche questi secondi studi non hanno permesso di concretizzare delle conclusioni sugli abitanti del luogo e i loro usi e costumi, pertanto anche questo mistero di Monte Petroso rimane ancora irrisolto.

Il Sentiero:
L’anello principale è la stradella sterrata della forestale e gira (per circa 2 Km) attorno alla base di Monte Pitrusu, trasportandoci in una meravigliosa e rilassante passegiata.
Esattamente di fronte all’entrata a monte, dietro a un pilone dell’elettricità e ad un grosso masso, c’è l’accesso al piccolo emozionante Sentiero nel bosco che taglia l’anello principale per metà percorso, zigzagando fra la splendida vegetazione ed i grossi massi tipici del monte.

Mappa con Percorsi e Luoghi principali:

Arrivare in Auto a Monte Petroso:
E’ possibile raggiungere San Martino da Palermo, salendo verso le piccole frazioni di Baida o Boccadifalco e salilre poi per pochi chilometri fino a destinazione.

Da Monreale si deve uscire dal paese immettendosi su Via Regione Siciliana che porta direttamente a San Martino

Download Tracce:

Etna vista da Palermo, bufala o realtà? :P

IL CASO
da Palermo si vede il Vulcano Etna, ma nessuno ci vuol credere!

FOTO INCRIMINATA:
Il vulcano Etna fotografato dalla spiaggia di Mondello Valdesi (Palermo), in questa mia foto e in tantissime altre foto fatte da altri..

Etna vista da Palermo

PREMESSA
La maggior parte delle persone, dalla cultura di infimi livelli, mi prende di volta in volta per imbroglione, o burlone, o fotomontaggiatore, o per forza di cose deve essere un’altra montagna che però nessuno sa dirmi quale essa sia…
E non è che ce ne sono così tante in Sicilia di montagne così alte e a forma di cono, con la neve di sopra e con lo “sbuffo” di fumo…. ufff!
In rete e sui quotidiani sono uscite varie spiegazioni, fatte dai professoroni secchioni dell’università, con paroloni ed argomentazioni sempre troppo serie e scientifiche, che servono solo a continuare a non far capire nulla e questi “increduloni” un pò ignoranti.
In effetti basterebbe semplicemente vedere una foto fatta a Mondello in cui si vede l’Etna per affermare con certezza e accettare automaticamente che da Mondello si vede l’Etna. Chi si OPPONE già in partenza a questa veloce, diretta e palese prova visiva è già affetto da gravissima ottusità, e difficilmente sarà in grado di recepire ed accettare qualsiasi altro tipo di spiegazione più o meno scientifica…

MA RISOLVIAMO IL CASO…
Proviamo ugualmente a chiarire con prove scientifiche più popolane ed accessibili, con spiegazione e disegnini da scuola elementare, e senza tirare in ballo esagerazioni scientifiche quali il clima, le stagioni o la curvatura terrestre.

A molti basterà la seguente immagine tridimensionale (sviluppata in Google Earth) in cui la retta che unisce la spiaggia di Mondello con la vetta dell’Etna passa ben al di sopra di tutte le formazioni montuose che si trovano sulla proiezione della linea stessa: in pratica l’Etna è così alta che le montagne di mezzo non riescono a coprire la vista della cima del vulcano da Mondello…

Etna vista da Palermo Grafici - 3

 Qui, meglio ancora, sviluppiamo l’immagine precedente con una diversa prospettiva.. tirata la linea che unisce i due punti in questione e trovate le quote dei punti più elevati da essa attraversati e creato un grafico a barre delle relative quote, ho ottenuto una immagine più leggibile e tecnicamente “intoccabile” che dimostra chiaramente che nessuna collina, montagna, albero, o campanile si frappone alla vista dell’Etna dalla spiaggia di Mondello!!!

Etna vista da Palermo Grafici - 1

SI, MA E’ TROPPO LONTANO…
A chi, non ancora contento, pensa che comunque l’Etna sia troppo lontana da Palermo e che quindi non si potrebbe vedere, presento quest’ultima foto con le principali distanze in linea d’aria.

Etna vista da Palermo Grafici - 2

L’immagine presenta le distanze da Palermo all’Etna e ad alcune isole Eolie dato che proprio queste isole sono molto spesso visibili da Palermo specialmente al mattino. (I miei album sono piene di queste foto con le Eolie viste da Palermo).
Il paragone dimostra chiaramente che in ottime condizioni di visibilità e cielo terso la vista del vulcano è assolutamente possibile…

Se pensate ancora che sia troppo lontana, vi RICORDO che ad occhio nudo noi “umani” siamo in grado di vedere le stelle a milioni di anni luce di distanza, il sole a 149.000.000 km, la luna a 384,000 Km, i satelliti artificiali larghi 3 metri in orbita a 1000 km, etc etc… perchè allora non dovremmo poter VEDERE una cosa ENORME alta 3000 e passa metri che sta a soli 160 Km e che non è nascosta da nulla?

ALTRE FOTO DELL’ETNA VISTO DA PALERMO:

Ah.. un’ultima precisazione per quelli che dicono che Palermo guarda a Nord e l’Etna sta ad Est… State sbagliando nuovamente.
Il golfo di Palermo guarda più o meno in direzione Nord-Est e il golfo di Mondello anche e, nell’ultimo tratto dal Charleston alla piazza, guarda esattamente verso Est.
E ad Est della Sicilia ci sta Catania e il nostro piccolo simpatico Vulcano!

BASTA POCO CHE CE’ VO’????

PICCOLI APPROFONDIMENTI:

  • Se volete altre info più scientifiche e “matematiche” andate a studiare qui: WIKIPEDIA “ORIZZONTE”
  • Se nella foto l’Etna vi sembra troppo vicina, quasi surreale, è semplicemente perchè lo schiacciamento dei piani dovuto alla lunghezza focale del teleobiettivo “molto potente” fa sembrare ancora più vicino il vulcano ai luoghi più vicini!!!
  • Etna maschio o Etna Femmina???
    Sicuramente “Etna” è un nome maschile in base alle regole della grammatica italiana, essendo un Monte o anche un Vulcano, ma non secondo la grammatica siciliana: “a Muntagna”, la terra, l’irruenza è FEMMINA!
    Leggo su internet: “Aitna” era una atavica divinità greco-siciliota, figlia di G
    ea e Urano o di Briareo (secondo Alkimos). Simonide inoltre racconta di LEI riferendosi al suo ruolo di arbitro nella disputa tra Efesto e Demetra per il dominio della Sicilia. Accoppiandosi con Zeus o forse con lo stesso Efesto la Dea generò i Palici, venerati presso l’antica Palikè (Mineo). Inoltre anche Pindaro parla di Aitne al femminile nelle sue Odi Pitiche. Infine non è un caso che in greco ê Aitnê sia sostantivo femminile (visto l’articolo) della I coniugazione.”
    Ma a prescindere da tutto questo, nell’ideologia, nelle tradizioni, nei modi di dire dei Siciliani tutti, l’Etna è sempre stata femmina!

GELLERIE PIU' VISTE...

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